Don Pino Puglisi, 15 settembre 1993 – 15 settembre 2013...

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Me l’aspettavo

 

 

………con queste parole e con un sorriso Padre Giuseppe Puglisi chiamato più semplicemente don Pino accolse i killer che il 15 settembre 1993 giorno del suo 56° compleanno lo ammazzarono, davanti casa a Palermo in piazza Anita Garibaldi.

 

Di umili origini, papà calzolaio e madre sarta, nato nel 1937 a Palermo nel quartiere Brancaccio, entra in seminario nel 1953, e nel 1960 è ordinato sacerdote. E’ un giovane parroco intelligente e preparato, potremmo definirlo un prete impegnato, ( e che impegno …. fino al martirio), infatti viene dapprima nominato nel 1961 vicario nella parrocchia del Santissimo Salvatore nella borgata di Settecannoli, e poi rettore della Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi.

 

Nel 1963 è Cappellano dell'orfanotrofio Roosevelt e vicario presso la parrocchia Maria Santissima Assunta ai Valdesi.

Il 1º ottobre 1970 viene nominato parroco a Godrano, paesino della Diocesi della provincia di Palermo, insanguinato da una feroce faida fra due famiglie mafiose. L'opera pastorale di don Pino porterà alla riconciliazione delle due famiglie. Quivi resterà come parroco sino al luglio1978.

Nel 1978 e fino 1990 è nominato pro-rettore del seminario minore di Palermo, direttore del Centro diocesano Vocazioni, responsabile del Centro regionale Vocazioni e membro del Consiglio Nazionale, docente di matematica e di religione, animatore e assistente spirituale dell'Azione Cattolica, e della F.U.C.I.

Il 29 settembre 1990 viene nominato parroco a San Gaetano nel “suo” quartiere, Brancaccio di Palermo.

Il quartiere, “culla” della mafia palermitana, era controllato dai boss fratelli Graviano, capi-mafia legati alle famiglie vincenti della mafia corleonese.

Nel 1992 viene nominato direttore spirituale presso il seminario arcivescovile di Palermo.

Il 29 gennaio 1993 inaugura a Brancaccio il centro Padre Nostro per la promozione umana e la evangelizzazione.

 

 

Nella sua lunga attività pastorale Padre Puglisi matura la sua esperienza educativa che è rivolta particolarmente ai giovani, ed è talmente rivoluzionaria e disgregante della mentalità e del tessuto mafioso che lo porterà al martirio.

Egli intuisce che bisogna impedire che nel vortice formativo e culturale della mentalità mafiosa, entrino i bambini e i giovani, che di fatto vedono i boss come modelli e idoli da imitare.  Con attività formative spesso costruite attraverso il gioco, educa i giovani che avvicina al rispetto di sé e degli altri, senza prevaricazioni prepotenze e violenza, semplicemente con le idee e con i valori.

Celebri e oppositrici della mentalità mafiosa sono le sue omelie rivolte ai boss dal sagrato della chiesa, in piazza, amplificate e gridate dai microfoni che costituiscono dei veri e propri atti di attacco alla cultura mafiosa in territori totalmente controllati dall’esercito criminale. In piena libertà, senza paura e nessuna coercizione dalla cultura omertosa tipica della mafia.

La sua attività pastorale raggiunge i primi frutti, vengono infatti levati dalla strada bambini e giovani che altrimenti avrebbero cominciato a rapinare e spacciare droga, costituendo l’esercito silenzioso e invisibile della mafia e primo fattore di controllo dei quartieri, proprio il togliere linfa vitale ai boss, costituita dai giovani creò molto fastidio a questi, che alla fine ne decretarono la morte, dopo una lunghissima serie di avvertimenti e di minacce che don pino, non rivelò a nessuno.

Nel 1999 il 15 settembre il cardinale di Palermo De Giorgi apre la causa di beatificazione e lo proclama Servo di Dio.

Il 25 maggio 2013, a Palermo con una solenne celebrazione presieduta dal cardinale Romeo, davanti ad una folla di circa centomila fedeli, è stato proclamato beato.

 

Don Pino è il primo martire cristiano assassinato dalla mafia.

 

14 Settembre 2013 By Donato Lepore

 

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