La Littorina

Mappa del Tracciato ferroviario Sparanise - Gaeta

Da ragazzo ogni tanto andavo a caccia con mio padre, e, in giro per le campagne, capitava di attraversare delle brevi distese di bréccia non molto larghe e lunghe pochi metri, alla domanda di cosa si trattasse mi sentivo rispondere: …era la ferrovia. Stessa risposta se incontrando un casolare abbandonato chiedevo cosa fosse: …era il passaggio a livello; …era la stazione di Maiorisi; …era il ponte della ferrovia.

 

Tutte queste risposte suscitavano, altre domande ma principalmente due: …ma dove sono i binari ? …ma dov’è il treno ?

 

Crescendo ho capito, (e che scoperta!), che la ferrovia fantasma, era oramai soppressa, (un ramo secco), quelli da me incrociati che suscitavano tante domande, erano i resti appunto della Ferrovia degli Aurunci, identificata comunemente come Littorina, che attraversando anche il nostro Comune congiungeva Sparanise con Gaeta.

 

Ciò che fino a trent’anni fa erano delle tracce visibili, oramai solo un occhio attento, e a conoscenza dell’esistenza della ferrovia, riesce a identificare come un percorso ferroviario, difatti le brecce sono state rimosse, e al loro posto sorgono strade e coltivazioni, le stazioni e i caselli se non sono cadenti sono stati trasformati in abitazioni, i ponti e il tracciato, non altrimenti utilizzati, sono coperti da incolta vegetazione. Il treno non passa più.

 

La ferrovia Sparanise – Gaeta, detta degli Aurunci, era una linea ferroviaria aperta nel 1892 e chiusa dopo la seconda guerra mondiale.

 

La vicenda della realizzazione di questa linea è parallela (come i binari si!) alla costruzione della Roma - Napoli via Cassino (1865). Essa costituiva un percorso interno e simbiotico,[symbiōsis convivenza (con-vivere sýn-biûn)], al principale collegamento verso Roma, essendo stata realizzata anche per motivi militari dato che favoriva l'approvvigionamento della fortezza di Gaeta.

La “Ferrovia degli Aurunci", si staccava dalla Napoli - Cassino, a Sparanise e dopo aver attraversato i comuni di Teano, Carinola, e Sessa Aurunca, giungeva al mare nei pressi di Scauri e da qui si congiungeva a Gaeta. Nel 1879 la Sparanise - Gaeta venne inserita nella "legge Baccarini" che prevedeva un finanziamento statale per la costruzione di 62 ferrovie minori, e dopo vari rinvii nel 1890 se ne iniziò la definitiva costruzione.

 

Imponenti furono le opere realizzate tra cui: …il Viadotto del Pontone tra Formia e Gaeta, e poi nei collegamenti fino a Sparanise il ponte sul Garigliano, i ponti a Cascano (Sessa Aurunca), in prossimità di Ventaroli (Carinola), a Maiorisi (Teano), insieme alla massicciata in bréccia e traverse, venne ampliata la stazione di Sparanise e costruita una nuova a Gaeta, i passaggi a livello, le stazioni…

La definitiva inaugurazione avvenne il 3 maggio 1892, la trazione dei locomotori inizialmente fu a vapore.

 

Negli anni successivi la linea ferroviaria conobbe alterne fortune. Nei primi anni della sua costruzione costituiva l’unico collegamento da Napoli per Gaeta, tra la Campania e il basso Lazio costiero, ma, successivamente con la costruzione della Roma Napoli via Formia (direttissima) perse sempre più importanza. Durante la costruzione della direttissima (completata in un primo tempo solo fino a Formia), venne utilizzata come tratto provvisorio della costruenda strada ferrata, in seguito, completata questa (28 ottobre 1927), fu relegata ad un ruolo secondario. La Roma - Napoli via Formia fece perdere d’importanza anche alla stazione di Gaeta e alla comunicazione con questa, di fatto si crearono due percorsi: Gaeta – Formia, e Formia – Sparanise, percorso locale di minore importanza…

 

Nel 1936 la trazione a vapore venne sostituita, per il servizio passeggeri, da moderne littorine (da qui il nome), diesel ALn56 Fiat.

 

Con la II° guerra mondiale la linea venne gravemente danneggiata, ricostruita parzialmente riprese a funzionare sempre in due tronconi: Formia - Sparanise (ripristinata nel 1949) seguendo per un tratto fino alla stazione di Cellole la linea della direttissima, e da qui sul vecchio tracciato fino a Sparanise; Gaeta – Formia (ripristinata nel 1954).

 

Con le due ferrovie di congiungimento, Roma-Napoli via Cassino e Roma-Napoli via Formia; con lo sviluppo della motorizzazione su strada; con la perdita d’importanza della piazzaforte militare di Gaeta, oramai la Formia-Sparanise era ridotta ad un "ramo secco": pochi passeggeri e poche merci. Il 23 marzo 1957, la linea venne chiusa ed auto-sostituita. Nel luglio 1958 la linea venne ufficialmente soppressa e smantellata.

 

Ne restano tracce nelle vecchie foto, nei racconti e negli scritti di chi ha utilizzato la littorina per raggiungere Sessa, Formia o Gaeta, nei racconti di chi a piedi o in bicicletta, o a dorso di un mulo o con lo sciaraballo raggiungeva da Casale la stazione di San Donato, …nella memoria di un ex-bambino.

 

Ultimo segno visibile, ma anche questo solo per pochi informati, la linea di autobus che ancora oggi collega Teano a Formia istituita come percorso auto-sostitutivo della soppressa ferrovia.

 

Dal 2005 sono iniziati i lavori di ripristino della sede ferroviaria da Formia sino all'interporto ASI di Gaeta, la Regione Lazio ha previsto il ripristino della linea fino a Gaeta per il servizio passeggeri come linea metropolitana, anche se al momento il progetto che doveva concludersi entro il 2011 sembra ancora fermo per mancanza di fondi. Per l’altro troncone, Sparanise – Formia, nonostante ciclicamente vengano avanzati progetti e richieste per la sua riattivazione sino ad oggi non è stata avviata alcuna opera.

 

Credo il ripristino della strada ferrata Sparanise - Formia altamente probabile nel futuro,(oltre che auspicabile), in quanto oltre che come servizio di metropolitana potrà essere utilizzata come collegamento del costruendo mercato ortofrutticolo di Sparanise, e il Mercato Ortofrutticolo di Fondi diventando essenziale per lo sbocco dei prodotti agricoli del nostro territorio.

 

13 gennaio 2012 by Donato Lepore 

 

La Litturina a Maiorisi di Carinola

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Commenti: 16
  • #1

    Casalese del Nord (sabato, 14 gennaio 2012 10:22)

    Ogni volta che entro in questo sito mi faccio un piccolo giro nella storia Casale di Carinola, l’articolo della littorina è veramente stupefacente. Quando ero bambino mi ricordo che mio zio mi portava con lui a svolgere dei lavori in campagna, per arrivare nei sui terreni dovevamo costeggiare la vecchia stazione di Maiorise, e ricordo che una volta chiesi, se si ricordasse quando passava il treno da quelle parti; lui mi rispose che era veramente molto piccolo e insieme a mio padre che era più grande e a degli altri bambini si recavano a vedere questa carrozza senza i cavalli che passava, per loro era un cosa bellissima guardare questa specie di treno che cammina sul ferro. E mio zio mi racconta che questa linea ferroviaria veniva anche usata molto quando nella zona del Carinolese si coltivava tantissima uva, e si portava negli altri paesi tramite la littorina. Anche mio padre mi raccontava che lui con il calesse con mio nonno portavano l’uva fino alla stazione e mio nonno veniva pagato per ogni trasporto, il calesse dell’epoca erano i tir di oggi.

    Casalese del Nord

  • #2

    anonimo (sabato, 14 gennaio 2012 12:46)

    Complimenti per l'articolo caro Donato, vedo che tanti anni lontano dal tuo Casale non ti hanno fatto dimenticare la memoria storica delle tue origini.
    Solo che ....... e BASTA !!!! con tutti questi articoli "antichi": e a Casale facevamo le pummarole, e a Casale facevamo il focaraccio, e a Casale andavamo sulla Littorina......
    E' vero che a Casale "è tutto più buono e più bello"; il problema vero è che a Casale ERA tutto più buono e più bello e se il riscoprire la memoria storica delle nostre origini non ci serve per il nostro essere Casalesi oggi, questi articoli hanno fallito nel loro intento.
    La speranza potrebbe essere: visto che eravamo bravi a fare le pummarole vernine potremmo creare un’associazione di coltivatori di “pummarole vernine” , chiederne il riconoscimento DOP DIP IGP ……, fare essiccare gli scarti in modo ecologico e aspettare Natale per accenderli insieme al Focaraccio (e magari entrare nel Guinness dei primati per il Focaraccio di Natale più grande del mondo fatto di scarti di “pummarole vernine”).
    E con il treno cosa ci facciamo???……… ….. ci andiamo tutti insieme in processione a Formia il giorno di San Giovanni con la nuova statua tanto voluta da Don Luciano, ad ogni stazione ci sarà ad accoglierci una delegazione parrocchiale e ci saranno gare di canto ecclesiastico dove il premio sarà: “il tuo treno per un giorno” .
    Caro Donato ti ricordo che come disse Steve Jobs al suo famoso discorso a non ricordo quale Università americana:
    “Non perdete tempo a vivere la vita di qualcun altro. Siate affamati, siate folli.”

  • #3

    Il Saggio (sabato, 14 gennaio 2012)

    Peccato che non esiste più poteva essere, al giorno d'oggi, un ottimo indotto per l'interscambiabilità dei prodotti agricoli del nostro territorio. Complimenti comunque.

  • #4

    Anonima (sabato, 14 gennaio 2012 15:43)

    Io la strada ferrata la ricordo benissimo.

  • #5

    anonimo adulto (sabato, 14 gennaio 2012 16:22)

    Che ricordi, solo oggi mi accorgo che il tempo è proprio tiranno. Comunque grazie per avermi riportato indietro nel tempo.

  • #6

    donato lepore (sabato, 14 gennaio 2012 21:40)

    x l'anonimo del 14, ore 12,46
    gli articoli non è che sono antichi o parlano di cose che ci ricordano che tutto è più bello e più buono: semplicemente hanno spesso un valore didascalico, in quanto delle cose che tu dici di cui io ho ancora memoria, oltre la memoria se ne è perso il senso e il gusto purtroppo. La lettorina era un treno infatti che non serviva casale, (che peraltro non era che attraversato che solo marginalmente), ma un intero territorio, e il centro sud. per i focaracci, le pummarole, non so tutto è utile, ma se ti fai avanti ne possiamo riparlare...Hai visto che affrontare un argomento serve a suscitare idee interessanti, una dop, un docg, se non se ne parlasse, solo oblio. Quello che uccide non è parlare al passato e del passato, non è un commento, un complimento, o altro, ma il disinteresse, il menefreghismo, la noia, e la noncuranza.
    si noi continueremo ad essere folli.
    donato
    E'

  • #7

    Miriam (lunedì, 16 gennaio 2012 21:31)

    Complimenti, per me è stato bello leggere di questa linea ferroviaria. Me ne hanno parlato anni fa ed ho subito pensato che è stato un grande errore sopprimerla, non si è incentivato il trasporto pubblico e, quando penso alle condizioni in cui si viaggia sulla roma-napoli, l'intenzione è ridurlo ulteriormente. Quello che fa più male è lo scorrere delle immagini, il confronto tra come si stava una volta e come si sta ora, forse è vero che "si stava meglio quando si stava peggio", almeno non c'era spazzatura qua e là. Le immagini vecchie trasmettono un'idea di semplicità, pulizia e ordine... in un'epoca in cui pochi avevano l'acqua corrente in casa. Altro che boom economico!

  • #8

    ada (mercoledì, 18 gennaio 2012 12:29)

    leggendo in rete sulla littorina, stimolata dall'articolo mi sono resa conto che se ne parla abbastanza insieme alla possibbilità di un suo ripristino.sarebbe bello oltre che importante,speriamo bene, e speriamo che questi vostri ricordi servano anche a questo

  • #9

    anonimo (lunedì, 23 gennaio 2012 14:42)

    che tempi, ora non si riesca nemmeno a viaggiare a piedi.io ricordo i viaggi avventurosi che facevo con quel treno e gli spostamenti per studio verso napoli.sono veramente fatto vecchio.
    grazie per avermi ricordato cose belledella mia givinezza

  • #10

    samarcanda (venerdì, 27 gennaio 2012 18:02)

    Ogni volta che mi capita di osservare quelle tracce (mirabili vecchi ponti ad arco, traversine riutilizzate per recintare i terreni) lasciate sul nostro territorio della vecchia strada ferrata, penso alla indifferenza e all'incuria di una intera generazione di operatori politici nei confronti del territorio. Voglio ricordare che l'Alto Casertano rappresenta una risorsa di enorme pregio per l'intera regione. Lasciarla nello stato in cui si trova è un atto di estrema gravità che non possiamo più permetterci.E' sicuramente auspicabile iniziare a muovere le nostre conoscenze migliorando le vie di comunicazione sostenibili. Viva la Littorina!

  • #11

    anonimo (venerdì, 27 gennaio 2012 19:23)

    sarbbe giusto e auspicabile veramente.
    visto anche i disagi odierni per muoverci, bisognerebbe pressare e insistere verso la classe politica sfittica e distratta. viva la littorina

  • #12

    guido (sabato, 24 marzo 2012 09:09)

    che tenerezza erano anni che non sentivo più parlare delle litturina, io giovane emigrante me ne servie spesso nei miei spostamenti verso il nord oltre 60 anni fa, poi non ne ho saputo più nulla tranne che era stata soppressa, quando vengo giu uso la macchina, pero il viaggio con la litturina era fantasctico, forse il fatto che ero giovane, la polvere, il fumo nella galleria, i ponti enormi, i ritardi, era difficile che passasse in orario, insommma ati tiempi

  • #13

    Salvatore (venerdì, 07 dicembre 2012 18:41)

    Un saluto a tutti,
    questa AUTENTICA opera d'arte DEVE essere ripristinata e messa in condizioni di funzionare a servizio del POPOLO. Esiste una richiesta agli atti della Regione LAZIO, avallata dai sindaci della tratta con la richiesta di RIPRISTINO. IL Movimento 5 Stelle ha intenzione di RIPRISTINARLA e togliere le auto dalle strade. I politici hanno invece intenzione di CREARE la NUOVA Autostrada del LAZIO che cancellerà la Pontina, dichiarata una delle strade più mortali d'Italia. Il costo dell'opera è OSCENO, e allora TUTTI bisogna iniziar ea far comprendere quello che il POPOLO chiede e non quello che le caste pretendono a danno dei Cittadini. Informatevi con i gruppi del Movimento e fateci crescere . ORA è giunta l'Ora, NON perdete l'occassione di TORNARE ITALIANI.
    UNITI SI VINCE e non sono chiacchiere

  • #14

    A.A. (sabato, 08 dicembre 2012 21:59)

    avercela adesso questa ferrovia, purtroppo ci hanno circondato di strade che non portano in nessun posto, salvo farci girare in tondo ma un collegamento che sarebbe vitale per la nostra massacrata agricoltura come la litturina è condannata al registro dei sogni e dei ricordi come questo bell'articolo. che pena

  • #15

    incazzato (sabato, 15 dicembre 2012 14:37)

    si stava meglio quando si stava peggio,,,,cianno arrichhiti secondo voi con tutte queste strade. NO serviti solo ad appalti e appalti vari per gli amici e parenti se ne sono sempre fottuti della gente e della necessità di movimento, ora la litturina poteva essere la nostra metropolitana, ma l'anno smontata e i terreni dove passava coltivati abusivamente e in modo furbesco dai soliti noti. VERGOGNA

  • #16

    Maurizio (venerdì, 22 marzo 2013 12:06)

    Bellissimo questo racconto, avvolte passo in treno per la Stazione di Sparanise, si vede ancora dopo il terzo binario, un piccolo tratto di quella ferrovia, con una tabella ormai arrugginita, con la scritta Bivio Gaeta.. Sarebbe bello rivederla funzionante, ma sembra un'utopìa, visto che quasi ogni anno n'è viene soppressa una di ferrovia, ( vedi Carpinone- Sulmona)

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