Libero Grassi : “Caro estortore.”

« Caro estortore, volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia. 

Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere… Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al “Geometra Anzalone” e diremo no a tutti quelli come lui».


Nome omen, e Libero era libero veramente, figlio di antifascisti, i genitori lo chiamano così,Libero,in onore di Giacomo Matteotti. Una vita bella e intensa, vissuta sempre operosamente e in onestà, che lo ha condotto alla lotta solitaria e coraggiosa, a testa alta  e schiena dritta, a cosa nostra siciliana che gli aveva chiesto il pizzo per la sua azienda tessile Sigma.


Libero Grassi in risposta alle richieste, denuncia gli estortori,  e nel gennaio del 1991, (10 gennaio appunto)  pubblica a sue spese sul Giornale di Sicilia la lettera al “Caro estortore ”. 

La lettera, varie interviste a giornali, nazionali ed esteri, la partecipazione al programma televisivo “Samarcanda” di Michele Santoro, ne determineranno una notorietà nazionale e internazionale per la sua inusuale lotta contro il pizzo, facendone un paladino e un precursore, ma  drammaticamente  isolato nella sua città.

Il 29 agosto 1991 Palermo ore 7.45,  Libero Grassi viene ucciso da sicari mafiosi mentre si reca al lavoro.



29 Agosto 2015 By Casaledicarinola.info



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