Macchine da scrivere e il castello di Carimate...

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Al Torchio di Carimate (Co), già scuderie della fortezza dei Visconti di Milano, risalente al 1345, il “Museo di macchine da scrivere di Milano” , in collaborazione con il Comune e della locale Biblioteca, ha allestito dal 15 al 23 di marzo una ricca mostra delle sue più antiche macchine e ha offerto ai giovani locali di partecipare al “5° Concorso Indro Montanelli”. Sono state esposte macchine da scrivere d’epoca, costruite in molte nazioni da fine ‘800 in avanti. Tra cui le mitiche Williams, Remington, Underwood, Adler, Continental, Royal, Olivetti, Calligraph, ed altre. Si sono potute ammirare anche macchine monotasto (Mignon, Gundka e Odell) e quelle con scrittura in cirillico e scrittura Braille.

A cura del Circolo Filatelico Canturino, diretto dal Dr. Giampaolo Bianchi e dall’ing. Guido Levera sono stati esposti anche pannelli con quadri contenente una pregevole ricerca storica di francobolli mondiali tematici, inerenti i passaggi fondamentali della storia della scrittura e della storia del Regno d’Italia.

E' stato un evento che ha richiamato molti adulti e anche alcune classi della locale Scuola Media Aldo Moro. I ragazzi sono rimasti affascinati, più dei grandi, delle macchine che hanno rivoluzionato il sistema di scrittura nello scorso secolo.

La loro meraviglia è esplosa quando, dopo averne spiegato il funzionamento, è stato permesso a tutti gli studenti di azionare personalmente le macchine da scrivere e anche due da calcolo (una Olivetti Multisumma 15 e una Facit a manovella del 1935).

Sembravano incantati da quei tasti rotondi di metallo, duri da schiacciare, che mettevano in movimento lunghe leve, scattanti come le zampe di fenicotteri e che riuscivano a scrivere su fogli di carta bianca, con gli stessi caratteri universali inventati da Gutenberg, nel 1450. E non si rendevano conto come una manovella che girava a destra e a sinistra di 360 gradi e dieci numeri della calcolatrice Facit, riuscissero a effettuare agevolmente quelle quattro operazioni aritmetiche, incubo costante delle loro prime esperienze di scuola.

Erano stregati come di fronte a un fatto magico e hanno scritto nel libro delle " firme visitatori" bellissime espressioni dei loro sentimenti e delle loro emozioni.

Di fronte alle scuderie sede della mostra, primeggiava per la sua imponenza il Castello Visconteo, che in passato era circondato da un bellissimo parco di 30 ettari, con piante secolari di essenze rare, serre per fiori preziosi, e poiché attraversato dal torrente Seveso che qua e la creava piccoli stagni, costituiva un accogliente habitat per selvaggina di ogni tipo (fagiani, lepri, cervi, uccelli acquatici), tanto che la proprietà era considerata la più ricca riserva di caccia della Lombardia.

Appartenuto a Caterina Visconti, nelle sue stanze sono passati ospiti illustri, come Giovanni Galeazzo, Ludovico il Moro, Guido Arciboldi (Vescovo di Milano) e finanche l’Imperatore Massimiliano I°. In epoca più recente vi soggiornò anche Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi. Nel periodo bellico dal 1943 al 1945 venne occupato dai tedeschi che ne fecero una delle sedi della famigerata Organizzazione Todt (servizio di lavoro obbligatorio). Terminata la guerra nel castello fu organizzato un raduno di personalità, tra cui: Edgardo Sogno, Cesare Merzagora (Presidente del Senato), Aldo Tino (Presidente di Mediobanca), Edgardo Visconti di Modrone, Adolfo Beria d’Argentina e l’ambasciatore inglese Mc Caffery.

Alla morte di Bice Arnaboldi nel 1955, la famiglia decise di vendere il Castello ad una società Immobiliare.

Così divenne sede di una nota casa discografica, la “Stone Castle Studios”, attirando artisti di caratura internazionale, come: Fabrizio de Andrè, Lucio Dalla, Riccardo Cocciante, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Nicola di Bari, Bobby Solo, Loredana Bertè, Mia Martini, Alice, Patty Pravo e i gruppi P.F.M., gli Stadio e i Pooh. Nei verdi e collinari terreni adiacenti furono costruiti anche due importanti campi da golf, operanti tuttora.

Oggi è sede di un prestigioso Albergo mentre le scuderie ospitano la Sala consiliare del Comune e alcuni esercizi commerciali.

E’ in questa cornice storica e prestigiosa che si è svolta la mostra delle macchine da scrivere e dei francobolli del Circolo Filatelico Canturino, con l’apprezzamento delle Autorità locali, dei visitatori e dei ragazzi delle scuole che hanno potuto vivere un’esperienza di vita diversa, ben lontana da quella tecnologica attuale.

La mostra si è conclusa domenica 23 marzo, alle ore 16,00, con la conferenza sulla “Storia della Scrittura - dalle incisioni rupestri al mouse”, a cura di Umberto Di Donato, presidente del museo. Il “5° Concorso Indro Montanelli”, semplice prova di dattilografia su macchine da scrivere meccaniche, riservato ai ragazzi di età da 10 a 16 anni compiuti, è stato vinto da Alessandro Meloni, studente di Prima Media.

Il baldo ragazzo di 13 anni di Carimate ha ricevuto direttamente dalle mani del signor sindaco Dr. Flavio Lietti, il diploma di I° classificato e la consegna di una elegante macchina da scrivere “Olivetti Lettera 32”, azzurrina e funzionante, contenuta nella sua elegante borsa di pelle.

 

8 Aprile 2014 By Umberto Di Donato

 



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Commenti: 10
  • #1

    lorenzo di donato (sabato, 12 aprile 2014 11:57)

    mi va bene Carinola per l'Europa, se poi é anche un Di Donato che si fa onore, ancora di più lorenzo

  • #2

    Umberto Di Donato (domenica, 13 aprile 2014 19:50)

    Hai ragione a parlare di Europa, perchè a maggio sarò a Liegi e a Saint-Nicolas con due Mostre di Macchine da Scrivere, messe a disposizione dal Museo di Milano, fondato, guarda caso, da un Casanovese. E' sempre lo stesso. Cosa ne pensi?
    Saluti, Umberto

  • #3

    Susanna (martedì, 15 aprile 2014 11:14)

    Complimenti Prof. Di Donato. Mi è piaciuto moltissimo !
    Perché non organizza una cosa simile anche a Carinola?
    Susanna

  • #4

    Graziana (mercoledì, 16 aprile 2014 10:33)

    Bell'articolo!!!
    Ringrazio Umberto Di Donato per queste chicche su Carimate e sulle sue scuderie Viscontee. Belle sempre anche le sue iniziative relative alle mostre delle Macchine da scrivere e le sue conferenze relative alla storia della scrittura alle quali ho avuto il piacere di assistere a Milano. È un conterraneo carinolese che sono contenta di avere la fortuna di conoscere. La mostra di Umberto sarebbe una bella iniziativa da proporre anche a Carinila. Graziana

  • #5

    c (mercoledì, 16 aprile 2014 15:43)

    perchè Susanna credi che a carinola capirebbero una cosa del genere?
    e poi dove la organizzaremmo in quel che resta del castello ?
    o in qualche spazio comunale da adibire a mostra cioè sono dubbioso

  • #6

    Pina Licata (mercoledì, 16 aprile 2014 20:17)

    Noto che il museo diventa sempre più interessante. Ora apprendo che vai anche a Liegi varcando i confini nazionali. Te lo meriti per l'impegno continuo e crescente. Continua così.

  • #7

    Pasquale (venerdì, 18 aprile 2014 07:55)

    Non mi sembra che sia la prima volta che Umberto varca i confini nazionali con le sue Macchine.
    Mi sembra che sia venuto anche a Carinola e, pur avendo nel suo Museo la Macchina di Matilde Serao, altra Carinolese, nessuno ( Amm.ne Comunale, Sindaco in testa) se ne è accorto.
    Perché dovrebbe tornarci?

  • #8

    Gianni Fiorella (martedì, 22 aprile 2014 11:19)

    Bravo Umberto!,ogni volta che ti seguo,leggendo articoli che parlano delle tue mostre, mi sorprendi sempre di piu' per il tuo impegno e per la tua dedizione al Museo. E ogni qualvolta vengo con te sono rapito dal tuo entusiasmo.

  • #9

    fiorello gianni (giovedì, 08 maggio 2014 19:19)

    sig.Pasquale. Ha centrato l`argomento. Perche` Carinola non invita il Museo a portare la macchina della Serao ?

  • #10

    Bonadonna Pasquale (giovedì, 08 maggio 2014 22:52)

    Sono d'accordo con Pasquale e Gianni. Ritengo che il comune di Carinola debba fare un passo, per valorizzare la sua concittadina Matilde Serao, la prima grande giornalista e scrittrice d'Italia.

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