'nfunni e tuorci, 'nfunni e tuorci figlia mia............

 

Nel tenimento dell’oppido di Casale avvi una Cappella circa mezzo miglio di distanza alle parti Nord Est, dedicata alla Madonna delle Grazie e di Ogni Bene, volgarmente detta Santa Maria a Pisciariello, per esser detta Cappella edificata vicino le acque, che scaturiscono dalle rupi del rio contiguo, e propriamente da fonte ivi esistente, che emette le acque in forma di tanti Pisciarielli. I naturali casalesi celebrano la festività di detta Vergine il Martedì in Albis. La Cappella è ben tenuta dalle pie oblazioni dei fedeli: a un solo altare di prospettiva al Sud: nel suaccennato Martedì in Albis si portano con molta devozione processionalmente in detta Cappella, si canta messa solenne, si rappresenta l’orazione panegirica ed infine si da la benedizione quaresimale.

 

 

E’ tradizione fermissima, non mai interrotta, che questa Santa Vergine appalesassesi  ad una donzella del villaggio de’ Vignali in figura di una Signora, allorché al detto rio portavasi ad imbiancare i panni o ad attingere dell’acqua. In sulle prime parve, e alla donzella e a tutti coloro cui essa tale avvenimento raccontava, una cosa del tutto strana, ma saputosi infine dal Parroco, questi vi si menò immantinente col popolo, e fatte alcune osservazioni si vide che vicino al monte a sinistra andando, tra sotto spineto, eravi una pittura, che rappresentava la immagine della Madre di Dio.

 

 

Tagliossi per ben tre volte con scaltro artificio e con somma attenzione dal masso durissimo la immagine, fu menata in chiesa e sempre nello stesso luogo ritrovassi per cui pensossi eregere vicino a detto monte una Cappella, ed è quella ove oggi la Madre di Dio sotto il titolo si venera dei Pisciarielli, ed il popolo con fede fa ricorso a fin di impietrare grazie ed aiuti.

Sappiasi di vantaggio che la donzella, cui la Vergine apparve era una povera contadina, che lassa ritirandosi dal travaglio la sera, veniva costretta dalla matrigna a portarsi, in qualunque ora, al suddetto rio a pulire i panni, o fornire la casa di sovrabbondante acqua; per cui per istrada spesso invocava la Divina Madre ad aiutarla e custodirla da ogni sinistro evento. Chiunque vedevala in tale ora in compatta, stupefatta le diceva: buona Nenna non hai timore di andare si tardi al rivo? Ed ella prontamente rispondeva, che là trovava una bellissima Signora che facevale compagnia e perciò non aveva timore veruno.

Questa è la recente tradizione avuta da un dotto paesano; ma piace pure rapportare ciò che trovasi scritto presso il P.Montorio, in un suo libro stampato sul 1715 intitolato il Zodiaco di Maria.[……….].

 

E’ decorso quasi un secolo dacché facendosi detta cappella, sebbene la effigie esisteva ab immemorabili. Aggiungasi di vantaggio, che la prelodata donzella era di anni 12 e chiama vasi Antonia Fava e che tali prodigiosi ammirevoli fatti avvennero ne’ primi anni del secolo XVII°, giusta abbiamo in alcune carte rilevato di un antico letterato casalese.

 

07 Agosto 2013 By Orazione panegirica recitata da P.Giannantonio di Aversa il 27 marzo 1883 (tratto Casale e la storia dell’apparizione della Madonna di Ferdinando Maina (pag. 97-98)

 


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Commenti: 2
  • #1

    Anna. A. (mercoledì, 07 agosto 2013 14:48)

    io sono lontana oggi ma farò la fiaccolata nel mio cuore e con il mio rosario

  • #2

    AZZ (mercoledì, 07 agosto 2013 15:20)

    che dire !!!!! BELLO

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