"ri lamienti della settimana santa"


 

Era Ora!

 

Sono un casalese, e orgoglioso di esserlo, come tale spesso mi collego al sito del mio paese natio per avere notizie del ridente borgo. Dopo tempo, noto con gioia che finalmente si parla di una delle più belle e antiche tradizioni casalesi: quella che Voi avete denominato i "canti della passione" e che si chiamano invece "ri lamienti della settimana santa". Mi sono sempre meravigliato che il sito desse ampio spazio a tradizioni quali "santu Suleviestu" o "la cantata dei mesi", casalesi si, ma appartenenti al territorio più ampio di Carinola Teano e Roccamonfina, diciamo zona basso Garigliano, e ci si fosse "dimenticati" dell'unica e vera cultura casalese, la nostra, la tipica, quella dei Lamenti.

 

Sono stato, il promotore e uno degli artefici del recupero di questi Canti, patrimonio ripeto tipico di Casale poiché al di fuori né si cantano né si conoscono. Voglio raccontarvi di come insieme a Rosalba Izzo, Fiorenza e Assunta Iannotta, Maria Teresa Spaziano, Argene Merola, Carla Imparato, riuscimmo nell' impresa, che sembrava semplice, ma si dimostrò incredibilmente tortuosa.

 

Fine anni Ottanta, Venerdì Santo. All'imbrunire ecco uscire il mesto corteo, solita ressa sotto il simulacro dell'Addolorata, quasi da stadio, fra spintoni e schiamazzi per essere più vicino a chi cantava …....e c'erano solo sei donne che cantavano. Capimmo, nella generale indifferenza, che bisognava fare qualcosa per permettere il proseguo di questa tradizione espressione dell’autentica cultura casalese. Così, armati di registratore, carta e penna, ci recammo nei giorni a seguire dalle suddette donne, (che cantavano), per lo più anziane a registrare e sbobinare le loro voci cercando di decifrare le parole incomprensibili, perché risalenti e relegate ad un mondo arcaico, conosciuto da noi solo tramite i loro racconti. Ci sono voluti quasi DIECI anni di duro lavoro per arrivare al testo definitivo che abbiamo poi trascritto, di lunghi pomeriggi passati ad ascoltare i canti, a registrarli, a decifrarli, a capire se una parola venisse pronunciata con una "a" o con una "u", se era una "z" quella che ascoltavamo o semplicemente una "s" mal detta... Tanto per farvi capire che non la sola parola del testo, ma ogni singola lettera che la compone, è stata frutto di un minuzioso e scrupoloso lavoro. Quel pedissequo impegno, però ci portò a conoscenza di un mondo ormai perduto, la cultura popolare e contadina del popolo di Casale. Io parlo di Cultura, (con la C maiuscola), non di canzoncine perché tali canti sono intrisi del quotidiano vivere dei nostri avi, e spesso ad esso si riferiscono, e come il Deus ex Machina risolvono gli imbarazzanti finali dei testi.

Nulla di scritto ci è stato lasciato per capirne la genesi, ma sappiamo come si sono tramandati e perché si sono perduti.

 

Casale viveva di agricoltura, e quindi di manodopera che s'incontrava sulle aie delle masserie per la battitura del grano, dei legumi, per il taglio dell'uva, o la raccolta delle olive, e le donne lì in prima fila per il sostentamento familiare, cosa facevano nell'automatismo gestuale richiesto? Cantavano. E cosi le giovani donne apprendevano dalle più anziane, le parole e l'incerta musica che le raggruppa, e si tramandavano di madre in figlia questi canti. La stessa lenta fine di questa società è stata causa della perdita della memoria e della tradizione. Tradizione femminile perché gli uomini cantano "santu suleviestu" e "i mesi", ma sono le donne, le vere protagoniste del Venerdì Santo, in-personificando la Vergine donna, come loro, che ben conosce il soffrire umano e il dolore di una perdita, ed è a Lei che si rivolgono nel cantarli, non al suo figlio morto. S'intonano allora, quando la Madre è sulla soglia della chiesa e ci si ferma quando è Lei a rientrare. Nel salutarvi, scusandomi per il lungo commento,voglio ricordare e ringraziare chi ha permesso insieme a noi la riuscita del lavoro: le donne che ci hanno tramandato i canti e in modo particolare Clara Fiorillo, Ida Verrengia, Pasqualina Giacca, Caterina Augone, Maria Andolfi e l'immancabile Pasqualina De Cristofaro per il tempo che ci hanno concesso e per ciò che hanno reso possibile, un grazie anche a loro da parte di tutti i casalesi di oggi e di domani

 

 

ru pianto

 

Cumme piangea Maria / povera ronna

mo che ru figlie giuto / a la condanna

nu 'nzerva chiagne chiune / ca no retorna

c'è giutu 'ngasa de Pi / ilato Janna

Sienti ru piando che fa / a la Maronna

Curri Giuanni e cu / nzola Maria

curri Giuanni ca tanto / amor mi porti

trova ru fliglio mio / u vivo muorto

o vivo muorto noi / lo troveremo

la casa de Pilato / nui ci anderemo

ricenne Pilato jautu / ute gentile

rammigliu pe pietane / ru figlio mio

si Tu Maria si 'nde ne / ne vai da ccane

ca ru tuo figlio 'nde ru / u pozzu rane

ca la Maronna se pa / artiu da llane

piangenne e lacrimennu / u pe la via

ricenne figlio mio / cumm' aggia fane

putesse i da ste pene / ru libberane

Mamma mo te ru rico / cumm'aia fane

la casa de Califasso / tu ci aia ine

ricenne Califasso jautu / ute gentile

rammigliu pe pietane / ru figlio mio

Maria si vuo' rinari / i da cundane

ca ru tuo figlio 'nde ru / u pozzu rane

ca la Maronna se pa / artiu da llane

piangenne e lacrimennu / u pe la via

ricenne figlio mio / cumm'aggia fane

putesse i da ste pene / ru libberane

Mamma mo te ru rico / cumm'aia fane

a la casa de Jura / tu ci aia ine

ricenne Jura jautu / ute gentile

rammigliu pe pietane / ru figlio mio

Si Tu Maria si 'ndene / ne vai da ccane

peggiu de ru tuo figlio / te facciu fane

na torta 'nganna te vo / ogli attaccane

risponne Gesù Cristu / u da la Croce

a me potite fane / quando volete

ma la mia Madre no la / a toccherete

sciogliu nu lacciu da sti / i miei capelli

v' attaccaria si fo / ossite mille

 

Mo se scurisce ru cie / ele la terra

ru flglio de Maria / mo se fracella

mo se scurisce la lu / une ru sole

ru figlio de Maria / mo se 'ngurona

mo se scurisce ru cie / ele r'abbissu

ru figlio de Maria / sta 'ngrocefissu



24 Febbraio 2012 By Marcello Imparato

 


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Commenti: 23
  • #1

    Nicola Aurilio (venerdì, 24 febbraio 2012 12:20)

    Un'opera davvero meritoria. Meritano un sincero plauso gli autori di un recupero difficile e prezioso. Bravi, davvero, complimenti vivissimi:
    Nicola

  • #2

    Tex (venerdì, 24 febbraio 2012 15:39)

    Un'opera degna di ogni attenzione. Ogni tanto, fà bene ricordarsi del proprio passato.

  • #3

    Rosalba (venerdì, 24 febbraio 2012 20:04)

    Bravo Marcello era ora che facessi Risorgere(sembra una battutina ironica ma è così) "ri lamienti", canti a noi molto cari
    Rosalba

  • #4

    Anonimo (venerdì, 24 febbraio 2012 20:42)

    Un grazie va a tutte le persone che hanno tolto il proprio tempo alle famiglie e alle loro cose personali per curare una tradizione Casale che non si deve assolutamente perdere, perché le tradizioni di un popolo sono la storia del popolo, Grazie Grazie Grazie a tutti voi.

  • #5

    Cattolico (venerdì, 24 febbraio 2012 21:01)

    Queste tradizioni sono motivo di orgoglio.

  • #6

    il complicato (sabato, 25 febbraio 2012 01:45)

    mi dispiace ma ho qualche dubbio sulla veridicità di questi testi.mi è bastato fare una piccola ricerca e ho trovato un sito www.ilvenerdisanto.it/canto in cui c'è un testo uguale o comunque molto simile a quello della prima parte del testo casalese, dunque suppongo che con una ricerca piu approfondita si troverebbe tutto o quasi.

  • #7

    Novelio Santoro (sabato, 25 febbraio 2012 10:39)

    Bravo Marcello, complimenti!!! - N/S

  • #8

    Piccolo Puffo (sabato, 25 febbraio 2012 13:34)

    Novelio secondo me Bravo a Marcello, ma bravi anche a tutte le altre persone che hanno partecipato alla raccolta di questi Canti, a bravi anche lo staff di casaledicarinola.info che ha pensato alle tradizioni di Casale. BRAVI RAGAZZI.

  • #9

    anonimo (sabato, 25 febbraio 2012 13:35)

    X il complicato
    ho fatto il clik che dicevi tu e non mi sembrano uguali i testi anzi. e poi bisognerebbe vedere o meglio sentire l'armonia, in che modo accompagna il canto. per altro la tradizione dei lamenti non è solo casalese, ma anche in altri paesei si recitavano,per quanto io ne conosca ogni canto è diverso nella espressione delle litanie, e del coro,(spesso in retto tono o con canto alternato) comunque quelllo casalese (quello del sito citato è riferito a bracigliano e comu que alla zona del vesuviano lauro-nola-pomigliano comuni vicini) il canto casalese è particolare per quanto io ricordi nella cadenza "strascinata" tipica di alcune parole, nell'abbondante uso dello "ci" a sostituzione delllo CH e per la menzione di parole oramai scomparse. peraltro anche in paesi limitrofi tradizioni del venerdì santo sono molte vive, ma legate ad altre culture e altre storie (sessa aurunca). assonanza con i lamenti casalesi si possono itrovare seppur marginalemente in alcuni paesi del teanese e di vairano, ma sempre assonanze, non uguaglianze. tradizione vivissima è nella costiera sorrentina dove addirittura la notte del giovedì santo escono in processione numerosissime confraternite, con cori polifonici e canti antichissimi.
    ciò detto a mio modesto parere, il plauso per marcello e per il gruppo che lavorò con lui per il recupero del canto va dato perchè altrimenti oggi non avremmo alcuna trascrizione scrittta. un bravo anche ai ragazzi del sito che conosco e stimo che hanno inserito nelle tradizioni di casale questi canti della passione che sono ben tre, le vintiquattrore, partia maria comme chianea maria, che oggi non se ne avrebbe comunque alcuna conoscenza scritta. complimenti per la trasmissione. con affetto

  • #10

    il complicato (sabato, 25 febbraio 2012 17:40)

    x anonimo in effetti i canti casalesi del venerdi santo non sono armonici ma sono monodici,tutte le sillabe vengono cantate all'unisono.in ogni modo non mi riferivo a questo.la parte uguale non è nel pianto ma nella prima parte.il testo che hai trascritto è troppo lungo e complicato.secondo me la parte originale è solamente l'ultima sestina.

  • #11

    bitta 2005 (sabato, 25 febbraio 2012 21:14)

    x anonimo e x il complicato
    scusate se mi intrometto nella vostra interessante disquisizione, i testi che abbiamo pubblicato, sono tre, sono gli originali che si cantano a casale il venerdì santo, probabilmente nella loro costruzione lessicale negli anni hanno subito diverse modifiche ed aggiunte, dovute anche alle diverse influenze lessicali e musicali dei territori circostanti, noi non abbiamo trascritto niente di nostro, semplicemente riportato i canti tradizionali, che il certosino e impegnativo lavoro di Marcello e il suo gruppo (diciamo così), anni fa hanno provveduto a registrare e trascrivere, rendendo così agevole la conservazione e sopratutto rendendone possibile anche il canto odierno.....cioè il prossimo venerdì santo, nonchè nei precedenti, e speriamo nel futuro
    bitta2005

  • #12

    già complicato (domenica, 26 febbraio 2012 00:50)

    non capisco i commenti di risposta al mio.per me non sono il frutto di una trascrizione e registrazione ma sono frutto di un copia e incolla.non so magari mi sbaglio.ad maiora

  • #13

    anonimo contento (domenica, 26 febbraio 2012 11:33)

    X il Complicato.
    Ma perché si deve sempre criticare l’operato delle altre persone. Complicato dobbiamo far sempre i superiori e capire di tutto, ringraziamo tutti questi ragazzi che hanno perso il proprio tempo per dedicarsi alla ricostruzione di questi nostri canti Tradizionali. GRAZIE MARCELLO E GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE HANNO COLLABORATO.

  • #14

    Aristotele (domenica, 26 febbraio 2012 14:13)

    Non va bene mai niente, quello che fai fai. Siamo diventati tutti filosofi. Platone vicino a noi era zero. Dimostriamo sempre il lato oscuro, il lato perfido, il lato ipocrita. Ma facciamoci l'esame di coscienza. Ci rendiamo conto che casale sta finendo ? ci rendiamo conto che a casale non esiste più niente ? Fra qualche anno il paese sarà come tante comunità nascoste, che non c'è attrattiva alcuna, Se ci giriamo un pò intorno vediamo paese interi morti, morti di cultura, di gente, di vita, non esiste niente, solo oblio, perciò diamoci una regolata.

  • #15

    complicato (domenica, 26 febbraio 2012 18:20)

    aristotele non buttarti cosi giu, casale è un bellissimo paese pieno di persone intelligenti

  • #16

    bitta 2005 (domenica, 26 febbraio 2012 22:50)

    Complicà il canto non è un copia e incolla, è quello che si canta alla processione del venerdì santo da qualche secolo. Marcello ha registrato il canto a suo tempo e con la penna, e la carta lo ha scritto. facendo una ricerca glottologica del testo. il sito dopo 20 anni ha ricercato i testi a suo tempo trascritti e editati in rete. Punto

  • #17

    Il Saggio (domenica, 26 febbraio 2012 22:59)

    Ricerca meticolosa, un " Modus Operandi " davvero eccezionale, continuate così. Siete sulla giusta strada. Alla prossima.

  • #18

    dc (domenica, 26 febbraio 2012 23:19)

    sono perfettamente d'accordo con te aristotele!

  • #19

    Gianpiero (lunedì, 27 febbraio 2012 17:50)

    Bravo Marci, brave ragazze. Io sono stato testimone (all'epoca molto scettico) del Vs. lavoro; vi guardavo e mi veniva da sorridere per le difficoltà enormi di capire e "tradurre" le parole dei canti e pensavo che nn ce l'avreste fatta mai a metterle una dietro l'altra e a dare loro un senso compiuto. ....Una cocciutaggine la Vs. che vi ha permesso di recuperare un pezzettino di tradizioni del ns. paese ed ha permesso a noi di poterne fruire. Forse avreste fatto prima a copiare da Internet (ma c'era internet all'epoca?)come suggerisce uno dei messaggi, ma vuoi mettere il lavoro..., stare lì consonante per consonante..... Bravi ragazzi! Davvero una bella iniziativa!

  • #20

    Anonimo (martedì, 28 febbraio 2012 07:38)

    Bellissimo il lavoro di Marcello e dei suoi amici avete sicuramente fatto un lavoro enorme però ne valsa la pena, perché se voi non avreste fatto questo lavoro i nostri canti tradizionali della settima santa oggi nessuno li poteva più leggere. Complimenti.
    P.S. A quello che dice che è stato un copia e incolla nono hai capito assoltamente niente, se sei un casalese ringrazia Marcello e i suoi amici per questo lavoro enorme che hanno svolto.

  • #21

    il complicato (martedì, 28 febbraio 2012 12:07)

    effettivamente,mi scuso dei commenti ingrati che ho fatto,il punto è che non sapevo chi fosse Marcello adesso credo di aver capito,non mi sembra proprio il tipo che imbrogli.Ergo complimenti per il lavoro che avete svolto,è veramente un ottimo lavoro.

  • #22

    grande saggio (mercoledì, 07 marzo 2012 19:20)

    è vero avete ragione hanno fatto veramente un bel lavoro bravi ma sarà meglio continuare cosi con questo spirito di iniziativa e pazienza per far rinascere il nostro paese affinchè casale ritorni veramente un paese ricco di cultura storia e tradizioni che speriamo continueranno nei secoli

  • #23

    Luciana Izzo (mercoledì, 07 marzo 2012 22:35)

    Gran bel lavoro... è bello sentire che ogni tanto le tradizioni casalesi vengono remunerate ... io ho ancora il quadernino con tutti i canti di zia ... tutti scritti a mano =)(dunque, mi ritengo l'erede di questo lavoro ) Complimenti !

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