UNA PICCOLA OASI DI BELLEZZA IN UNO SQUALLIDO DESERTO

 

Creare angoli di bellezza, frammenti di bellezza intorno a noi, nella realtà fisica che ci circonda non è un lusso, non è spreco economi coma qualcosa di essenziale, di nutrimento necessario per la natura umana.

 

Ognuno di noi si sente, spinto da un impulso interiore, quasi obbligato ad adornare il luogo in cui vive. Chiunque sente la “necessità” di attaccare quadri alle pareti, di adornare mensole con ninnoli, di abbellire con vasi di  fiori e piante il soggiorno, i balconi….

 

Non ce ne rendiamo conto forse, ma queste apparenti piccole cose agiscono su di noi, sul nostro spirito rasserenandolo, sulla nostra mente rilassandola.

 

Se fossimo meno individualisti ed egoisti questo desiderio di conforto e di bellezza che nutriamo per la nostra casa lo estenderemo oltre l’uscio della nostra abitazione, al paese intero e poi al Comun e ed oltre ancora. La nostra casa è nostra, ma anche il paese, insieme ad altri, è nostro pertanto una parte della cura che mettiamo nell’abbellire la nostra abitazione dovemmo darla per abbellire il territorio che ci circonda.

 

La compartecipazione, l’unione, la solidarietà sono le basi solide per il progresso generale di una comunità. L’intelligenza sprecata, l’intelligenza chiacchierona, l’intelligenza che si nutre di solo egoismo porta al disgregamento sociale, alla morte di una Comunità.

 

Il senso di responsabilità, un’apertura mentale verso il bello, l’impegno civico, il valore della memoria storica hanno ispirato, e mi sia concesso di dirlo con la dovuta modestia ma anche con un certo orgoglio, il Comitato della Festa della Vendemmia a prendersi cura del Monumento ai Caduti.

 

Una piccola oasi di bellezza, una manifestazione di senso civico che risalterebbe maggiormente se la piazza in cui sorge non fosse disastrata da altre strutture e dal selvaggio parcheggio quotidiano. Non è mio compito, qui, per esprimere il valore morale riguardo al Monumento ai Caduti (non esiste nessun paese al mondo, anche il più sperduto che non abbia questo simbolo sacro) dico solo che un popolo che non onora le sue “vittime” della guerra non fa parte della civiltà umana.

 

Gratitudine quindi ai componenti del Comitato che, ispirati dal loro stesso Statuto, oltre al faticoso impegno per la Festa annuale si aprono con spirito costruttivo ad altre iniziative tali da generare energie nuove e necessarie per rendere più vivo il nostro paese

 

05 Agosto 2013 By El coyote

 



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Commenti: 6
  • #1

    El kalimano (martedì, 06 agosto 2013 14:54)

    Giusto, condivisibile, questo post del coyote, ma fino ad un certo punto.
    La cura del privato è fatto di rilevanza privata, ed è una caratteristica sia del nostro paese sia del nostro territorio più ampio, che arriva poi ad esagerazioni evidenti nella terra dell'agro e della costiera domizia.
    Quello che fatica ad affermarsi invece è "la cura del pubblico, dei beni comuni".
    La cura per il pubblico è rappresentata a Casale da piazza parcheggio, campetti, strade rotte, pericolose, sporche e così via.
    Per questo credo che l'iniziativa del comitato festa della vendemmia ha l'ulteriore merito di accendere un faro su una differenza troppo evidente tra ciò che è privato e ciò che è pubblico.
    Ma la domanda sorge però spontanea: perchè tolleriamo per il pubblico una gestione che mai tolleleremmo per la nostra casa?
    Perchè non puniamo al momento opportuno chi, avendo la possibilità, in decenni non ha fatto e continua a non fare nulla perchè non facendo nulla ha sempre avuto buoni risultati?
    La forza politica di un comitato importante come quello che organizza la festa della vendemmia, intesa come capacità di orientare e determinare le scelte per il paese, diventa debolezza nei confronti del potere costituito se si "sostituisce" sic et simpliciter nella manutenzione dei monumenti e nella pulizia ordinaria delle strade.
    Il comitato secondo me in tal modo non svolge in pieno la sua mission di favorire il miglioramento della situazione del paese che è in evidente, costante, inarrestabile declino.
    I cittadini si occupano già del paese, caro coyote, mettendo a disposizione attraverso tasse e balzelli di ogni genere le risorse per curare le manutenzioni, rifare i manti stradali, le illuminazioni ecc. ecc.
    Quindi quello che manca, il senso civico che manca è "pretendere" che le opere, pure promesse, siano poi realizzate e selezionare sulla base di ciò gli amministratori, i nostri rappresentanti.
    Tutto il resto è il pensiero debole che ci ha condotto fin qui e che farà sprofondare sempre di più Casale.
    Almeno questo è il mio pensiero.
    Grazie per l'ospitalità.


  • #2

    va pensiero (martedì, 06 agosto 2013 20:17)

    mah................non capisco!!!!!!!!!!!!!!!!!!!forse sono vecchio ?????????????? ma il comitato non dovrebbe anche pensare all' enogastronomia e in particolare al vino.................ahahah questo va in secondo piano allora bravini.

  • #3

    max (martedì, 06 agosto 2013 20:27)

    certo questo lavoro sarà costato tanti soldini al comitato , ovviamente con i soldi della genter si intende.

  • #4

    rgo (mercoledì, 07 agosto 2013 01:23)

    caro coyote, l'effluvio passionale e poetico con il quale ogni volta ti spendi e ti spandi per ricoprire con le tue sagge parole le mosse e gli eventi del comitato della festa vendemmia mi fanno dubitare e forse m'illuminano sulla tua identità. Purtoppo mi ritrovo completamente d'accordo con il kalimano, un comitato civico, popolare e altro dovrebbe educare, insegnare al bello , all'oasi di bellezza, ma ahimè non è non sarà così, vuoi perchè quel luogo il monumento passata la festa sprofonderà nel tedio e nell'abbandono usuale, vuoi perchè il comitato promotore ad altra attività dovrebbe essere dedicato. Invece con ammiccamenti e salamelecchi tipici di quella che una volta si chiamava satira bistecca: prima graffia e poi leccca... strusciando or per via delle cerase, or per le vie dei "...nocelleti"....vivacchia e spera che così facendo li nominino agitatori culturali professionali.
    Orsù caro coyote non prestare la tua penna a tanti balletti in tutù, dopo le panchine in quel di santa maria, o le recite di san paolo or' il monumento, e poi ?.
    L'altra sera per sbaglio giravo per sessa jazz e arrabbiandomi mi rendevo conto per il livello a cui era arrivato la coeva e simbiotica degustazione di vini. vuoi scommettere che la neonata festa della vendemmia di falciano del massico quest'anno spiccherà il volo e sarà altro e oltre le nostre sagre paesane?
    Lo so ora mi spiegherai il senso, la civicità la bellezza .....t'incazzerai perchè dissento ma il monumento proprio no, o meglio sarebbe plausibile e accettabile se fosse insieme ad altro, io mi accontenterei anche solo di un buon vino per la prossima festa, mi accontenterei anche di poca RETORICA che purtroppo insieme alla prosopopea e al presenzialismo ottocentesco accompagnano questo genere di manifestazioni e le iniziative del comitato.

  • #5

    moi (mercoledì, 07 agosto 2013 07:27)

    bisognava smontare e togliere anche quel marmo che danno al monumento un aria da cimitero. meglio le bombe con le catene precedenti

  • #6

    anonmio (mercoledì, 07 agosto 2013 14:00)

    però non esageriamo.
    la troppa critica, l'intelligenza chiacchierona di cui parla el coyote finisce per essere come la sabbia che dove si allarga tutto inaridisce e rende sterile. a casale oramai ogni cosa è coperta da "tummuli" di chiacchiera che come merda vengono scaricati su tutti e tutto così ogni iniziativa, ogni attività finisce perchè poi chi lavora, s'impegna, organizza non ne può più. di pari passo tanto impegno e attività non si trova nelle persone e nei collaboratori. BRAVO COMITATO PER IL MONUMENTO

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